RegionEuropa domenica 25 gennaio 2015

L’Unione Europea ha una nuova normativa sulle coltivazioni OGM, frutto,dopo anni di scontri fra i paesi del nord e del su Europea,del paziente ma efficace lavoro della Presidenza Italiana dell’unione. Le nuove norme ,che si applicano nei 28 stati dell’UE, mette fine anche alla possibilità che le grandi multinazionali del sttore possano ricorrere alla Corte di Giustizia europea con sede in Lussemburgo qualora uno stato vieti le colture con OGM. E’ questo l’argomento principale della puntata di domenica 25 gennaio di RegionEuropa,il settimanale europeo della Tgr a cura di Dario Carella,in onda su Rai Tre dalle 11,30 a mezzogiorno e in diretta streaming ai siti www.regioneuropa.rai.it , www.regioneuropa.blog.rai.it  e www.tgr.rai.it a cura di Claudio lanza e Mario Fatello .

Ospite in studio a Strasburgo il Presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo Giovanni La Via spiega che l’intesa da un lato lascia libro ogni stato membro dell’UE di decidere come crede ,se permettere o meno cioè, le coltivazioni OGM e dall’altro inibisce alle multinazionali di ricorrere alla Corte di Giustizia contro le decisioni contrarie agli OGM . “abbiamo .- sottolinea La Via – messo ordine in una vicenda che si trascinava fra ricorsi e controricorsi tra troppi anni in una confusione generalizzata”. Ad esprimersi contro le nuove norme sono stati gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle . Eleonora Evi, membro della medesima commissione Ambiente,intervistata a Bruxelles da Dario Carella sottolinea come la direttiva non sia affatto conclusiva nei confronti delle multinazionali che continuerebbero a godere di un enorme potere di condizionamento e interdizione ,e non garantisce contemporaneamente tranquillità e sicurezza ai consumatori.

Antonio silvestri fa invece il punto sui fondi regionali europei per :  alla fine dell’anno scorso la spesa complessiva dei finanziamenti ottenuti dall’Italia per il periodo di programmazione 2007/2013, che si deve concludere entro il 2015,era del 70,7 per cento degli importi disponibili, mentre in termini quantitativi l’anno appena trascorso ha visto la spesa di 7,9 miliardi, di cui un terzo erano a rischio disimpegno. 49 Programmi su 52 hanno superato il target assegnato alla data della fine dell’anno e nel 2015 rimangono da spendere 13,6 miliardi di Euro dei quali i tre quarti nelle regioni del Sud e in Sicilia. Il sottosegretario con delega alle Politiche della Coesione, Graziano Delrio, ha sottolineato come il risultato raggiunto sia superiore a quello che l’UE chiedeva, mentre l’ammontare della spesa per quest’anno rappresenta una quota notevole del PIL dell’intero Mezzogiorno.Per il nuovo periodo di programmazione 2014/2020 ci saranno a disposizione 44 miliardi di Euro più il cofinanziamento nazionale di circa 20 miliardi.

Ancora sui rapporti fra territori locali e UE,Claudio Sargenti da Ancona fa il punto sulla Macroregione Ionico Adriatica,che in questi giorni ha deciso quale tipo di governante adottare,mentre ancora Antonio Silvestri  riferisce dell’incontro internazionale organizzato dall’Associazione dei Comuni e delle Regioni d’Europa per promuovere la cittadinanza europea e rivendicare l’orgoglio di appartenenza a territori diversi in un quadro comune, anche con un premio specificatamente dedicato alle buone pratiche nei gemellaggi.

All’incontro hanno partecipato centinaia di amministratori locali provenienti da tutta Europa che si sono interrogati su come fermare il crescente distacco tra cittadini  e istituzioni e come favorire la loro partecipazione ai processi decisionali rilevando che gli enti locali con la loro prossimità possono giocare un ruolo importante, ha affermato Michele Picciano, Presidente dell’AICCRE.

Sono diversi i processi di riforma avviati nell’Unione europea ascoltando i cittadini, ma non sempre il processo partecipativo ottiene buoni risultati e occorre distinguere la sola consultazione dalle funzioni realmente decisionali. In molti casi infatti, ha rilevato Giovanni Allegretti, CoPresidente dell’Autorità della Regione Toscana per la partecipazione, se  dopo la consultazione si ha la sensazione che le decisioni sono comunque già  prese si ottiene l’effetto contrario rispetto al coinvolgimento.

Da Bruxelles con Dario Carella: il voto in Grecia che potrebbe aprire prospettive nuove nel dibattito della sinistra europea : il capogruppo dei Socialisti e dei Democratici all’Europarlamento Gianni Pittella,infatti, spiega che il paese ellenico potrebbe tranquillamente rinegoziare il proprio debito a nuove condizioni e annuncia “ è definitivamente conclsuso il periodo delle “troike e del comando di tecnici e burocrati sulla politica: decidono i popoli con le elezioni e i governi che vengono eletti dai Parlamenti nazionali senza più nessuna interferenza esterna. Nessun paese dell’UE –dice Pittella a RegionEuropa – è colonia di altri paese,di un altro paese o di organismi che sono sottratti al controllo democratico dei popoli” ; il ruolo delle lobbies nelle Istituzioni Europee con Marcello Missaglia, past president della Lobbies 6 Consultant UE Association  

Chiuderà RegionEuropa l’appuntamento con gli 2Angoli d’Europa” firmati da Anna di Benedetto.